Nel mercato tradizionale l’ordine è quasi sempre lo stesso: prima si firma l’incarico, poi — durante la trattativa — emergono i problemi. Una difformità urbanistica, un documento mancante, una pratica catastale da sistemare: criticità che, scoperte tardi, rallentano la vendita o la fanno saltare.
Prima di promettere, verifichiamo
La prima fase del Metodo RE POINT, la Diagnosi trasparente, rovescia quell’ordine: nessun immobile entra nel circuito senza pre-qualifica. Documentazione, catasto, conformità urbanistica e criticità vengono analizzati prima della messa sul mercato, e i problemi si risolvono quando costano meno: subito.
Per chi vende significa una cosa precisa: protezione dalle brutte sorprese. Sapere davvero cosa si sta vendendo — con i documenti in ordine — è la base di ogni promessa seria.
Un piano, non un’opinione
Solo dopo la diagnosi arriva la strategia: un prezzo costruito sui dati reali della zona (non su una stima “a naso” fatta per prendere l’incarico), un piano di valorizzazione dell’immobile e un calendario delle attività con tempi definiti. È la seconda fase del Metodo, la Strategia condivisa: sai esattamente cosa succede, quando e perché.
Il primo passo concreto è il sopralluogo: si vede l’immobile, si verificano i documenti, si costruisce il quadro completo. Prima il quadro, poi il mercato.

